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Non avete bisogno di sapere chi sono: ciò che sono
non lo saprete mai, poiché ogni scoperta rivela nuove dimensioni da
conquistare, quindi: abbandonate le vecchie convinzioni!!
Il mio passato non è altro che la
traccia che mi sono lasciato alle spalle. Ciò che oggi guida la mia
vita è l’energia che si genera quando mi trovo nel mio studio a
suonare del sano e robusto funky… Questo, come direbbe un po’
volgarmente il mio “principale” A. Mazzarino – ma che rispecchia a
pieno il reale significato di ciò che voglio dire – mi fa
’mpazziri di piaciiiri (e non dice esattamente così…)!!
Sono cresciuto attraverso il grunce, tramite il “dolore” di
Kurt Coebane, e poi i Busch, e i Pearl Jam… e poi, e
poi, e poi… Via via crescendo e maturando in me la voglia di
suonare, di concepire i primi pezzi con il mio primo basso “roithek”,
che – ragazzi vi giuro! – non suonava!, ma era il mio basso…
Capite?? Il mio primo ferro!! Così cominciava l’avventura musicale:
i mitici Zamia, con i quali mi sono svezzato e che poi col
tempo (come la maggior parte delle band) sono andati allo
sfascio…
E mentre crescevo e credevo in me
vedendo di poter fare di più e conoscendo l’ambiente musicale
catanese, lo stile andava variando, trasformandosi col tempo
graduato nel blues. Già: il blues… Che dire… Come
direbbero oggi i grandi della scena del Mississipi: c’è tutto
dentro. La mia vita musicale, quindi, non è solo robusto rock!
C’è il blues, che ti rapisce: vieni raggiunto da lui per
esserne suo portatore… Io ci provo a suonare blues…
E poi? E poi continui a crescere e a
studiare, ad esercitarti e a sudare per avere il giorno dopo, la
settimana, il mese, l’anno dopo un minimo segno di risultati… E così
ti trovi a sentire che stai crescendo musicalmente: il tocco, il
sound, il groove… Stanno crescendo dentro di te… E quel
blues “groova” dentro sino alle corde, alle dita, ed il
sound si trasforma si perfeziona… A volte no, però: ahahaahaaa…
Incomincia a “funkeggiare”…
E cosi eccomi brevemente arrivato ad
oggi... È il funky che mi continua a suonare in testa: da
quello del mitico James Brown a quello di Maceo Parcher, di
Saturnino, di Wooten, di Patitucci, di Pastorius, e di tanti altri…
Ed è quindi ovvio che oggi navigo nella musica fusion e nel
jazz… E con gli Eirene ho conosciuto lo stile etnico e
world delle tarantelle e della musica popolare… La bellezza
di sentirsi siciliani nel raccontare le nostre storie in chiave
acustica popolare…
Quindi: non vi fermate alle apparenze
quando mi vedete… anzi!!! E state attente voi donne… Potreste
correre il rischio di innamorarvi di me… Ed io amo solo ciò che è
parte di me!!!
Ciao, e buon ascolto con gli
Eirene. E
sempre
“love and rock'n roll”…
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