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La musica composta dagli Eirene descrive, in modo appropriato e, soprattutto, intenso, la drammaticità della condizione di Nedda, così come Verga racconta nella sua novella. Nedda vive all’interno di un contesto sociale che, pur di fronte alle sue tristi vicende, rimane rigido, ostile e, soprattutto, ottuso, tanto da emarginarla in una solitudine spietata.
All’interno di questa realtà Nedda si rifugia e continua a lottare da sola contro la povertà e l’indigenza. Ostinata rimane fredda a valori che la rendono modello irripetibile di rispetto verso gli altri e di amore verso i suoi cari.
Durante l’esecuzione dei brani alcuni personaggi della novella si animano e si presentano allo spettatore come immagini di un sogno sfocato, che risale da un inconscio personale, ma che lega insieme tutte le coscienze dei presenti e le trasporta in un mondo rurale dimenticato, che oggi, nell’immaginario collettivo, perde la sua crudezza ed appare mitico per i suoi richiami di purezza e di libertà, allontanando la mente dall’oppressione della vita quotidiana.
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