Tra tutte le malattie che ci sono in giro io me ne sono beccato una brutta molto tempo fa quando convincendo gli amichetti di scuola elementare a costruire zattere, mongolfiere e aerei, mi sono accorto che avevo bisogno di un mondo fantastico perché quello reale mi andava stretto. Dalle elementari alle medie mi sono dato alla scultura forgiando una pianta di vite in peltro (piombo e stagno) per la scuola media con il contributo economico di tre amici in occasione dell’ultimo anno scolastico. Da qui ho iniziato a manipolare la materia, legno, pietra, secondo quello che essa stessa mi suggeriva, e ho scelto l’I.T. per Geometri perché mi piaceva conoscere la tecnica di costruzione e progettazione di complessi abitativi. In questo periodo, mentre mi do alla cartapesta per la costruzione di carri allegorico grotteschi per il gruppo scout di Aci S. Antonio, conosco il medico Roberto di Salvo e grazie a lui inizio a suonare la chitarra con accordatura in La a 440Hz. Comincio a strimpellare i miei “progetti musicali ultraterreni”. Poi la carriera universitaria in geologia ha consolidato il mio spirito naturalista. È di questi tempi che ho fondato il gruppo musicale chiamato prima Cetralions e poi Eirene: una “macchina” che mi permettesse di continuare a viaggiare nel mio mondo fantastico. Infatti considero il brano musicale una prestigiosa alchimia di musica e parole che mi permette di evadere, entrare in contesti amorosi, duellare al centro di una battaglia o trovarmi in luoghi lontani nello spazio e nel tempo. Guai... guai a chi mi interrompe durante uno dei miei viaggi.
Mi dispiace di assistere impotente ai tanti casi di degrado dell’ambiente naturale che inesorabilmente si riflette nel modo di essere dell’uomo. Da tutto ciò nasce Eirene, che dal greco vuol dire pace intesa come equilibrio perfetto tra forze antagoniste e quindi di bellezza in senso assoluto, di cui la natura è esempio e ne costituisce l’oggetto fondamentale di un Onnipotente Creatore Ultraterreno. Non sento di avere un definito riferimento artistico, musicale, teatrale o di altra natura in quanto, e soprattutto, perché amo tutti quegli artisti che mi trasmettono qualcosa al di là della singola opera.
Tutti gli artisti, impegnati nelle più svariate discipline, sono dei ponti tra un mondo reale e uno spirituale, essi attuano una grande opera sociale, cercano di sensibilizzare le persone verso tutto quello che li circonda di visibile e invisibile e quindi di creare una società più attenta e rispettosa di se stessi e di tutto il creato.